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Intolleranza al lattosio: cosa sapere?

Intolleranza al lattosio: cosa sapere?

L’intolleranza al lattosio è un disturbo che interessa fino al 40% degli italiani. Ecco cos’è, come riconoscerla e come affrontarla

01/07/2022 11:05:00 | farmasia

L’intolleranza al lattosio rappresenta la difficoltà del nostro organismo di digestione corretta del lattosio, lo zucchero contenuto nel latte, a causa di una presenza non adeguata dell’enzima lattasi. Solitamente il disturbo compare nei primi anni di età, anche se non è rara una sua manifestazione solo in età adulta.

 

Le cause dell’intolleranza al lattosio

La causa principale, come accennato, è una difficoltosa digestione del lattosio all’interno dell’intestino tenue. Questo zucchero, che appartiene alla famiglia dei disaccaridi, per essere correttamente digerito deve venire scomposto nei due zuccheri semplici che lo compongono, vale a dire galattosio e glucosio. Chi opera questa scissione è l’enzima lattasi, che si adopera in questa azione al fine di favorire la digestione dei cibi contenenti lattosio. Come tutti gli enzimi, infatti, il suo compito principale è scomporre il lattosio e “semplificarlo”, favorendone la digestione da parte dell’organismo.

 

I sintomi dell’intolleranza al lattosio

I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono, ovviamente, correlati a una sua scorretta digestione. Il lattosio viene ingerito ma non correttamente digerito, facendolo permanere nel tratto intestinale, dove viene poi fermentato dalla flora batterica.

La fermentazione può determinare eventi come meteorismo, gonfiore, diarrea, dolori addominali, flatulenza e stitichezza. Non di rado questi sintomi vengono accompagnati da spossatezza, nausea e emicrania.

 

Genetica o no?

L’intolleranza al lattosio può essere di natura genetica o può essere acquisita nel tempo. Nel primo caso l’organismo non produce l’enzima lattasi a sufficienza fin dallo svezzamento, costringendo il neonato a subire i sintomi prima descritti.

Nella seconda casistica l’intolleranza può insorgere a qualsiasi età, anche in fase adulta. Si parla in questi casi di intolleranza acquisita o secondaria e spesso è legata a problematiche e patologie dell’intestino. Solitamente nell’intolleranza acquisita si consiglia di eliminare le fonti di lattosio per un periodo compreso tra i 3 e i 6 mesi, per poi reintrodurle gradualmente.

 

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